martedì 15 novembre 2011

EVOLUZIONE DEL GOMMONE

Sviluppo creativo ed evoluzione del gommone sono prettamente italiani, e si concretizzano, nel tempo, dagli anni 60 ai giorni nostri. In nessun paese, infatti, si è vista una vivacità pari a quella nostrana nel proporre modelli e soluzioni. Non è per caso che in Italia prosperino ben 62 aziende.

La forma del battello pneumatico è totalmente condizionata dai materiali di impiego, dal momento che essa si ottiene dalla chiusura di superfici di sviluppo piane per formare solidi di forma definita. Essendo i materiali di sviluppo di tipo tessile ricoperti di materiale plastico e duttile, la forma non può che essere quella originata dall'unione di varie forme geometriche generate in tondo. Solo recentemente si è cercato di derogare da questo principio costruendo ibridi complessi. I tubolari, riuniti a prua a formare in pratica la forma ideale di una barca formano la sezione portante del mezzo e costituiscono la vera e maggiore riserva di galleggiamento. Chiusi a poppa da coni o da calotte, assumono perfetto parallelismo in unione con lo specchio di poppa che, insieme al pagliolato, sostituisce la sola sezione non pneumatica dell'assieme. Il telo di carena, la vera opera viva del mezzo in questione, viene giuntato ai tubolari e risvoltato sul calcagnolo dello specchio di poppa e chiude di fatto il mezzo. È noto che un mezzo planante è tributario in massima parte, agli effetti del rendimento ottimale, ad un valido disegno e alla sua conservazione formale: due dati difficilmente conciliabili, considerata la natura del tessuto gommato. Ecco allora la necessità di mettere in opportuna tensione tutto il complesso per ottenere quella stabilità di forma che tanto condiziona l'esito finale del tutto. Anche in questo caso molto si è fatto in campo di materiali e sistemi per ottenere quanto desiderato. Inizialmente la soluzione migliore, ancora oggi utilizzata da alcuni costruttori, è quella di mettere in tensione il fondo tramite un paramezzale (erroneamente è universalmente chiamato chiglia) pure pneumatico, che gonfiandosi e appoggiandosi al pagliolo realizza la V di carena con piani sufficientemente tesi. Un altro sistema, inventato in Germania, consiste nell'inserire tra l'estrema prua e il calcagnolo interno dello specchio di poppa un paramezzale in due o tre tronconi raccordati in eccentrico ad un ginocchio che, allineandosi agli opportuni riferimenti, realizza la tensione del complesso. Questa soluzione ha costituito il primo passo verso la soluzione dell'ibrido con carena in vetroresina che a sua volta rappresenta un ulteriore passo verso il concetto puro e semplice di barca tradizionale. Una terza soluzione è rappresentata dal fondo pneumatico ad alta pressione che rappresenta l'evoluzione verso la barca completamente pneumatica e che sintetizza il traguardo ideale dei veri gommoni. Si realizzò un tessuto doppio e parallelo dove, appunto, tale parallelismo era mantenuto imbrigliando all'interno una fittissima serie di microcavetti orientati per polarizzazione in altrettanti uncini di aggancio. Il tessuto che si ottenne era in pratica una materassina di un centimetro circa di spessore con i piani perfettamente paralleli e gonfiabile senza deformazione sino ad un'atmosfera di pressione. Questo materiale, denominato Pol, venne in seguito utilizzato per realizzare il fondo di alcuni battelli con risultato estremamente positivo, soprattutto agli effetti della trasportabilità del mezzo. Infatti è proprio la trasportabilità probabilmente la maggiore prerogativa di queste imbarcazioni, almeno nella sua formulazione primigenia.

GOMMONI: UN PO’ DI STORIA

Nato alla fine del 1800 come ipotesi di lavorazione alternativa delle tele impregnate, il gommone è stato impiegato già durante la Prima Guerra Mondiale. La notevole versatilità del mezzo, sviluppata nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ha portato, a partire dagli ultimi anni '50, l'attenzione del mercato diportistico verso questo genere di imbarcazione.
Un secolo di evoluzioni tecniche sui tessuti, sui metodi di incollaggio e sull'utilizzo di carene in vetroresina, hanno consentito di ottenere un prodotto di elevato pregio tecnologico e di superba fruibilità. Differenzazione di impiego e tecnologie raffinate; ecco il segreto del gommone che permette al settore di considerare il suo sviluppo in continua evoluzione.
Il gommone da diporto, protagonista della nautica cosiddetta minore, nasce dall'evoluzione dei mezzi militari e della tecnologia della tela impermeabilizzata. Tali tecnologie, nate nella prima parte del secolo scorso, sono tuttora in evoluzione, sia dal punto di vista del materiale vero e proprio, sia nelle procedure di saldatura e di tenuta. Il gommone è autenticamente figlio di tale base, ed è venuto evolvendosi in parallelo all'evoluzione dei materiali. Come fenomeno tecnologico, il gommone nasce dal fatto che l'aria, enormemente più leggera dell'acqua, tiene in superficie pesi elevatissimi indipendentemente dalla forma che essi hanno. Questo fatto, intimamente connesso con la legge di Archimede, consente ad un corpo che pesa pochi chilogrammi di supportare in galleggiamento pesi decine di volte maggiori del supporto medesimo. Discende da questo fatto il primo fondamentale concetto della barca pneumatica: leggerezza unita all'enorme galleggiabilità. Da tale principio risulta evidente che il concetto di sicurezza è intimamente legato a tale struttura. Nel tempo, poi, si è passati da una semplice base galleggiante dalla scarsa stabilità di forma ad un complesso autenticamente navigante, a seguito di migliorate qualità del tessuto di costruzione che inducevano forme decisamente più stabili di quelle ottenibili con semplici spalmature di caucciù su tela grezza da rivestimento. I gommoni moderni, quindi, non solo sono figli di precise leggi fisiche, ma anche della grande evoluzione chimica sviluppatasi dalla seconda guerra mondiale in poi. Le imbarcazioni pneumatiche si sono sviluppate in origine in Francia e in Germania, dove, appunto, si erano fatti passi importanti nello studio degli elastomeri e delle fibre di supporto. La forma del mezzo, ovviamente, è stata condizionata dalla sezione pneumatica, da sempre basata sullo sviluppo longitudinale della struttura a formare i classici tubolari. Oggi il gommone ha una forma abbastanza consolidata e facilissimamente individuabile, ma i tempi e gli studi che a ciò hanno portato non sono assolutamente brevi né facili e si sono basati esclusivamente sulla sperimentazione. Il primo gommone veramente moderno e «planante» è stato inventato e sviluppato da un ex paracadutista francese.

mercoledì 19 ottobre 2011

Gommoni e imbarcazioni a Venezia: ecco le nove regole

Tempo di cambiamenti a Venezia per chi desidera navigare con imbarcazioni e gommoni sul Canal Grande e nei corsi principali.
Le nuove regole sono state stabilite dall’assessore dei trasporti Ugo Bergamo per combattere la problematica relativa al moto ondoso continuo presente nei canali principali della città e per alleggerire la mole di lavoro negli uffici comunali.
Per poter circolare con le barche a Venezia è necessario presentare delle deroghe: ogni anno ne vengono presentate circa 4000 e normalmente vengono approvate quasi tutte.
Il regolamento entrato in vigore in questi giorni, invece, prevede una suddivisione tra due tipologie di deroghe: quelle di minor conto, ovvero quelle richieste ad esempio di sforamento sugli orari previsti, che saranno più semplici da ottenere; e quelle più specifiche, come gli spostamenti per il restauro di un immobile.
Queste ultime dovranno essere più precise, motivate e verranno approvate solo se la barca in questione è dotata di GPS a bordo, per poter ritrovare facilmente percorso e velocità.
Con questa nuova metodologia le richieste dovrebbero ridursi di un decimo e rendere il “traffico” nei canali più tranquillo e silenzioso.

venerdì 14 ottobre 2011

Imbarcazioni dell’anno 2011: ecco i premiati

Per tutti coloro che sono appassionati di imbarcazioni e gommoni, ecco l’elenco delle barche premiate durante il Salone Nautico di Genova 2011.
Le barche hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento durante il galà del 5 ottobre presso la location Galata Museo del Mare.
Le imbarcazioni premiate per le varie categorie sono quelle che si sono contraddistinte per l’avanguardia delle tecnologie utilizzate.
Barche a vela: Solaris One 37, caratterizzata da un design ultramoderno e dotata di una carena di ultima generazione con due appendici differenti. Sobrietà degli interni, spazi ideali per ospitare sia una coppia che una famiglia rendono il modello vencente.
Barche a Motore: Azimut 45, elegante e realizzata con grande cura dei dettagli. L’ampio fly bridge assicura la continuità dell’imbarcazione tra interno ed esterno.
Superyatch: Sanlorenzo SL 94, tante innovazioni tecnologiche in un bijoux d’imbarcazione. Ideale per chi cerca confort e privacy.
Natanti: Salpa 24 Granturismo, contraddistinta da componenti che ricordano tipologie d’imbarcazione di classe, con resine di altissima qualità.
Design interno: Vismara 80, con la sua innovativa concezione della luce naturale a bordo.
Arrivederci alla Barca dell’anno 2012.

mercoledì 5 ottobre 2011

Barche solari: al Salone Nautico di Genova sbarca la green GS4

In queste giornate si sta svolgendo a Genova la 51esima edizione del Salone Nautico, appuntamento imperdibile per tutti coloro che vogliono conoscere le ultime novità su imbarcazioni e gommoni.
Di scena al Salone Nautico sono anche le barche solari, dato che le tematiche della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico hanno assunto un ruolo sempre più importante negli ultimi anni.
Tra i modelli di barche green rispettose dell’ambiente è possibile ammirare la GS4 di Garda Solar, costruita con materiali che sono riciclabili al 100%. Il punto di forza della GS4 è l’utilizzo di pannelli solari per immagazzinare energia e l’implementazione di un motore elettrico che riduce in questo modo il livello d’inquinamento acustico e ambientale.
Sull’ambiente in questi giorni di Salone si stanno svolgendo anche diverse tavole rotonde e seminari volti a sensibilizzare maggiormente il pubblico a proposito di tali questioni.
Ricordiamo che è possibile partecipare al Salone Nautico di Genova fino al 09 ottobre (orario: 10.00-18.30), pagando 15,00€ il biglietto d’ingresso.
Per maggiori informazioni: http://www.genoaboatshow.com

venerdì 23 settembre 2011

Barche e imbarcazioni alla 51esima edizione del salone nautico di Genova

Dal 1 al 9 ottobre Genova apre le porte a turisti e visitatori in occasione della 51esima edizione del Salone Nautico, appuntamento annuale per scoprire tutte le novità in materia di barche e gommoni.
Presso l’area delle Fiere di Genova sarà possibile scoprire tutte le novità di settore, gli ultimi modelli d’imbarcazioni a motore, a vela, la strumentazione elettronica, gli accessori e tutta una serie di servizi tra cui abbigliamento nautico.
Non solo esposizione: il Salone, infatti, ha in calendario un ricco programma di eventi e convegni, ad incominciare da tutta una serie di seminari presentati da UCINA, che avranno tematiche fondamentali come le problematiche legate al settore nautico o riflessioni e spunti circa la situazione italiana in materia di sviluppo ed eco sostenibilità.
L’ingresso al Salone è di 15 Euro, 12 Euro il ridotto; mentre i bambini sotto i 5 anni entrano gratis. È possibile entrare in fiera dalle 10 alle 18.30 e per evitare eventuali code all’ingresso si possono effettuare prenotazioni online fino al 29 settembre.
Per maggiori informazioni: http://www.genoaboatshow.com

martedì 20 settembre 2011

Imbarcazioni e mestieri…come una volta

Ecco un bellissimo appuntamento dedicato non solo a gli appassionati di barche e gommoni ma anche a coloro che hanno ancora voglia di trascorrere un week-end fuori casa prima dell’arrivo del freddo.
Genova, in attesa del 51esimo Salone Nautico, vi dà questa possibilità da venerdì 23 settembre fino a domenica con un evento chiamato “U pan du ma: la pesca delle acciughe e i mestieri del mare”; tre giorni di full immersion nel mondo dell’acciuga, dalla pesca alla sua conservazione.
La manifestazione, che si svolgerà nell’Auditorium del Galata a Genova, è organizzata dall’ dall'associazione Storie di Barche di Pieve Ligure insieme al MuMa (Museo del Mare) e l'assessorato alla cultura della regione Liguria.
Durante l’evento sarà possibile incontrare esperti artigiani, più o meno giovani, pronti a raccontare la loro esperienza in mare con le loro imbarcazioni: episodi particolari e storie interessantissime su mestieri dimenticati.
Il simbolo della manifestazione? Una grossa luna disegnata per l’occasione da Enzo Marciante.
Ricordiamo che parallelamente a queste giornate, verrà inaugurata al MuMa una mostra di inediti dell’artista contemporanea Carla Benvenuto intitolata “eraMare?”.